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Umbria ... il cuore verde d'Italia! In evidenza

Umbria .. il cuore verde d'Italia!
Come si può verificare l'attendibilità di un notissimo slogan come questo con il quale l'Umbria è pubblicizzata in tutto il mondo? Che l'Umbria sia al centro della penisola, incrocio delle mille storie e culture diverse e confliggenti che hanno contribuito a costruire l'Italia, è un dato di fatto. Ma per saggiare il senso di una parola impegnativa ed importante come "cuore" occorre affidarsi ai cinque sensi, il modo più diretto che ognuno ha per rendersi conto della realtà e farla sua. La VISTA: La "verde" Umbria. Nel suo viaggio attraverso l'Italia, visitando l'Umbria, lo scrittore statunitense Henry James, annotò sul suo taccuino un consiglio rivolto ad un ipotetico lettore:   "La sua prima cura sarà di non avere fretta, di camminare ovunque molto lentamente e senza mèta ed osservare tutto quel che i suoi occhi incontreranno. Quasi tutto ciò che i suoi occhi incontreranno avrà un fascino antico che va ben oltre il generico pittoresco" ...    Ovunque si guardi si può trovare il verde con tutte le sue sfumature: nei parchi protetti, nei campi coltivati, sulle dolci ed ondulate colline così come sulle aspre montagne. Il verde argentato dei tantissimi ulivi che fanno da sfondo a quasi tutta la regione, il verde profondo dei lecci che circondano l'Abbazia di Sassovivo nel folignate o l'Eremo delle Carceri ad Assisi, il verde opaco dei cipressi che fanno da cornice a Villa Fidelia a Spello, il verde denso delle piantagioni di tabacco, quello chiaro dell'erba della Piana di Castelluccio o del Parco di Colfiorito a Primavera, il verde scuro dei boschi che si rispecchiano nelle acque del Lago di Piediluco, ed infine il verde più sorprendente, più affascinante, quello delle città, un verde che irrompe tra le case in pieno centro storico con terrapieni e giardini colmi di alberi ad alto fusto, con la campagna che si interpone tra quartiere e quartiere, con i parchi urbani come il S. Margherita di Perugia che da ospedale psichiatrico è divenuto oggi a disposizione della città per attività sportive, tempo libero e campus universitari. Non solo il colore verde contraddistingue questa regione, non è possibile dimenticare il grigio e le sue mille tonalità, come si riscontra nei marmi, dal bianco al perla al piombo al tortora, o della leggera nebbia che sfuma nel fiabesco le strade, i campanili, le costruzioni e gli specchi d'acqua; e l'azzurro che soprattutto all'imbrunire si posa sui tanti piccoli e grandi rilievi che fanno da sfondo al territorio e che si riscoprono in forma poetica nelle opere dei pittori più insigni come il Beato Angelico, il Perugino, Raffaello e il Pinturicchio.   Quello artistico è sicuramente un itinerario di importanza rilevante in Umbria, a partire dai musei, le gallerie, le tantissime chiese, abbazie e palazzi storici, nei grandi centri urbani ma anche nei centri minori, nei paesini che amalgamano fra le proprie mura una qualche gemma artistica, spesso grezza ma ancor più spesso splendente. Tutta la regione può essere definita come un enorme giacimento culturale non ancora del tutto sfruttato. Proprio a proposito dell'Umbria, Edith Wharton disse che   "il primo piano è proprietà delle guide turistiche e del loro prodotto, lo sfondo appartiene al vagabondo, al sognatore e allo studioso serio". I visitatori più attenti dovranno quindi buttare uno sguardo anche ad uno dei tanti sfondi a cui la scrittrice statunitense si riferì, ad esempio alle tante biblioteche private e pubbliche che conservano al loro interno una rilevante mole di manoscritti e stampati, prestando attenzione anche alle piccole librerie locali dove non è difficile scoprire il frutto di ricerche piene di particolari e curiosità che nemmeno una guida accurata e dettagliata può raccontare, testimonianze pure e vive dell'amore per la propria terra colmo di memoria, attenzione e cultura. Il TATTO: Visitare l'Umbria senza toccare con mano i materiali che compongono le città è di certo una perdita e talvolta i risultati sono davvero curiosi: come può accadere ad esempio sfiorando i marmi che arricchiscono l'intero del Duomo di Città della Pieve, quel marmo che non sarà mai lo stesso d'estate e d'inverno o nelle diverse ore del giorno, quando il calore del sole lo rende tiepido o quando l'umidità lo rende viscido; così anche il tufo che compone un muro etrusco che risulterà di certo friabile sotto le dita e la ceramica sarà diversa sul bancone della fabbrica di Deruta e Gualdo Tadino che la producono rispetto a quella esposta all'aria aperta di un mercatino di una qualunque cittadina umbra; il metallo di una brocca d'acqua potrebbe risultare inquietante al buio ed estremamente piacevole sotto il sole d'agosto; il legno di travi, portoni e infissi può raccontare centimetro dopo centimetro del proprio impegno di continuità, dalla prima stagionatura alle crepe inflitte dallo scorrere del tempo e dalle intemperie. In poche parole, toccare con mano le variabilità è il modo adatto per accorgersi che una città è un organismo vivo che il tempo può cambiare. Ma non solo i materiali più consistenti si offrono al tatto. Ad esempio ci sono i tessuti: dalle tovaglie e gli asciugamani tradizionali ancora prodotti dagli artigiani locali, alla maglieria che passa dalla semplice lana e cotone al più nobile cachemire e seta. La vera festa del tatto la si può trovare nelle fiere, mercati, mostre di antiquariato che durante tutto l'anno si diffondono in tutta la regione, specialmente nei week-end, durante i quali ci si può divertire a scorrazzare su e giù per l'Umbria, alla ricerca di curiosità, rincorrendo la memoria di una regione e magari concludendo qualche piccolo buon affare. L'UDITO: Può capitare anche in città, cosi come in campagna, di svegliarsi il mattino, specie in primavera, perchè gli uccelli cantano forte. Non c'è bisogno di essere San Francesco per aprirsi al dialogo con la natura. Per riportare a galla sensazioni ed emozioni perdute, non servono attrezzi ne un abbigliamento particolare, basterebbe andare, pur di poco, lontano da superstrade ed autostrade, meglio ancora se lontani da percorsi asfaltati e dove sono presenti pochi edifici o meglio nessuno, ed avere sopra di noi un qualsivoglia cielo, sereno o annuvolato, buio o stellato. Ad occhi chiusi, l'impatto con questa situazione potrebbe risultare eccessivo, meglio allora guardarsi intorno ed ascoltare il silenzio. Il silenzio rimbomberà nelle orecchie, come il mare nelle conchiglie. Un forte rombo all'inizio, che pian piano si affievolirà per lasciare spazio a quei rumori della natura che non si ha più l'abitudine di ascoltare. Tutto questo può accadere in un bosco, vicino a un fiume, in un borgo isolato, tra vestigia etrusche o rovine romane, lungo gli itinerari mistici, in un campo arato d'estate, quando il caldo assopisce anche gli uccelli, o in città d'inverno, quando la neve spegne anche i fruscii. L'importante è non farsi sfuggire questa occasione di ricollegarsi con la natura, opportunità che purtroppo non è più facile da cogliere, ma che in Umbria è ancora alla portata di tutti. Ascoltare l'Umbria, non è solo natura e silenzio, si po’ godere al massimo di tutte le possibilità che la regione offre. Da anni hanno ormai rilevanza internazionale manifestazioni come Umbriajazz a Perugia, il Festival dei Due Mondi a Spoleto, la Sagra Musicale Umbra sempre nel capoluogo, il Festival delle Nazioni a Città di Castello. Ma non c'è solo l'imponente musica dei grandi eventi. Si può trovare armonia anche nei conservatori, nelle tante filarmoniche, complessi bandistici, orchestre gruppi che si esibiscono nei luoghi più diversi, piazze, chiese, auditorium, palazzi storici, i teatrini gioiello come quelli di Montone e Monte Castello di Vibio, tanto per citarne alcuni. Di musica in Umbria, se ne può trovare per ogni gusto e per ogni tasca, e magari dopo le il fragore delle note suonate, girando l'angolo, si può tornare di nuovo al silenzio, anche in città. L'OLFATTO: Inutile illudersi, anche in Umbria è presente lo smog, del resto il progresso ha i suoi costi. Accade più spesso però che il vento, molto presente nella regione a causa dei molti rilievi che la compongono, pulisca l'aria, rendendola viva e portando con se i vari odori di vita e lavoro, i profumi della terra, del vino, del pane appena sfornato. Nel periodo autunnale le stradine e i vicoli dei centri storici, cominciano ad inebriarsi dell'odore di legna bruciata. In Umbria infatti, l'uso del camino è tuttora percepito come più amico, più conviviale, più adatto alla cucina, alla conversazione, forte segno di raccoglimento e intimità. Difficile tenere a bada l'invidia in casi del genere e ancor di più lo è se si sente la scia del profumo dei funghi, che sia al mercato o lungo la strada in un cesto al braccio di qualcuno. Ed anche questo è un modo per sottolineare il forte legame tra uomo e natura, legame forse dimenticato da chi è nato e cresciuto nelle grandi città. Un altro odore che si può seguire, costante nella presenza, anche se cambia da stagione a stagione, è l'odore dell'acqua. C'è il fiume Tevere che nell'attraversare l'Umbria acquista imponenza allargandosi in anse ricche di vegetazione. C'è il Lago Trasimeno, particolarmente frequentato nei periodi più caldi, e forse per questo più interessante in altre stagioni, quando la calma esalta la presenza degli uccelli migratori. C'è la Cascata delle Marmore, elemento di grande curiosità per grandi e piccini. Ci sono le Fonti del Clitunno, rese immortali dal Carducci. C'è il misterioso Lago di Pilato, il Lago di Piediluco e la Palude di Colfiorito, ma anche le tante sorgenti e corsi d'acqua su cui si affacciano ponti che a volte diventano anche strade principali, come accade a Scheggino. Complessivamente, ciò che si incontra in Umbria, è un odore continuo di acqua, che narra di un rapporto e di una relazione, di un confronto costante, che si tratti di pesca o agricoltura. Il GUSTO: La cucina umbra, insieme a quella toscana, mantiene il primato dei sapori netti, veri, non ancora inquinati da sofisticherie che non appartengono alla sua tradizione. I sapori in larga misura prevalenti sono quelli dei prodotti locali: ortaggi e legumi, carne e salumi, olio e formaggi, vino, tartufi. Prodotti a volte rinomati, altre volte ingiustamente ignoti. Oltre alla fitta rete della ristorazione classica e di aziende agrituristiche, tutti i prodotti locali offrono la realizzazione di sagre e feste. Ogni anno, specie nei mesi estivi, città intere (piccole o grandi che siano) investono una gran quantità di energie e risorse in quello che comunque è un evento. C'è cibo tradizionale intorno a tutte le manifestazioni folcloristiche, dal Calendimaggio di Assisi, alla Corsa dei Ceri di Gubbio, alla Giostra della Quintana di Foligno, alla Corsa dell'Anello di Narni, al Cantamaggio e alla Festa delle Acque di Terni, al Giugno Fiorito di Norcia. Le sagre si propongono a tutti coloro che vogliono mangiare in modo tradizionale ed è curioso di abitudini e di vita, oltre che di monumenti ed opere d'arte, quelle abitudini e quella vita che sfuggono a chi si pone solo come turista. Andar per sagre è in poche parole un modo per osservare, da vagabondi, da studiosi o da sognatori, quello sfondo ricco di mille sfumature che appartiene a chi in Umbria vive la propria vita quotidiana. Come per il silenzio e la musica, anche per il cibo c'è la possibilità di sperimentare qualche curiosità vagando su e giù per la regione. È la volta della torta al testo e della torta al formaggio, due prodotti tradizionali che variano di chilometro in chilometro, talvolta differenziandosi nettamente altre volte quasi sovrapponendosi. La torta al formaggio, si presenta alta come un panettone milanese nella zona nord dell'Umbria, affinandosi invece verso sud dove viene spesso farcita con i vari salumi. La torta al testo, che prende il nome dall'utensile usato per la sua cottura, si appiattisce invece in alta Umbria. Seguire l'evoluzione dei due prodotti è come avventurarsi nello studio dei dialetti locali che mutano a seconda della regione che si sfiora, Toscana, Marche, Lazio e Romagna. Altra curiosità è il pesce di acqua dolce, presente in quasi tutta la regione, che trova la sua eccellenza nella "Regina in Porchetta", ricetta tradizionale che rende particolarmente gustosa la carpa di grandi dimensioni. Non è da sottovalutare nemmeno la cucina dei monasteri, ricca di preparazioni di alta cucina e di liquori aromatici. Infine, ma non per questo meno importante, il cioccolato. Il prodotto umbro più famoso nel mondo in questo campo è senza dubbio il Bacio che affonda le sue radici in lavorazioni diverse soprattutto casalinghe e tradizionali. Intorno al cioccolato e alle sue preparazioni si svolgono a Perugia una serie di eventi che attira golosi da ogni parte del mondo, primo fra tutti Eurochocolate. Si è parlato dei cinque sensi, indicando alcuni dei canali attraverso i quali è possibile assorbire e godere l'Umbria da chi decide, anche per un solo giorno, di farla propria. Si potrebbero aggiungere cenni statistici e storici, compilazioni letterarie, testi illustri e trattati di cucina o di arte, dando conto in questo modo di molte ragioni, ma senza mai riuscire a spiegare completamente il fascino dell'Umbria, quel fascino che ogni giorno convince i turisti a visitarla e molte persone, pur non essendo originarie della regione, a trasferirvisi per vivere.

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